Guglielmo Del Pero candidato sindaco sotto la Mole per Siamo Torino

Il movimento SiamoTorino ha presentato la candidatura di Guglielmo del Pero a Sindaco di Torino. Guglielmo Del Pero, 38 anni, laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino, fa il consulente aziendale  nel settore no-profit. Del Pero è stato il coordinatore regionale di Fare per Fermare il Declino e candidato per le elezioni politiche 2013. È uno dei firmatari del manifesto SiAmoTorino e co fondatore del movimento. La presentazione del programma di Del Pero Abbiamo deciso di candidarci per offrire un’alternativa credibile ai cittadini. Vogliamo rappresentare gli esclusi, ovvero quella categoria di cittadini, ormai maggioranza nella nostra città, che non può e non vuole far parte di un sistema che si impone ormai da più di quaranta anni. Un sistema che non usa la meritocrazia ma solo l’appartenenza a uno schieramento, che ha abbandonato le periferie a sé stesse, che ha sciupato le molte occasioni che la nostra città ha avuto. Vogliamo dare alla città la possibilità di cambiare: cambiare volto, con una profonda revisione delle periferie, del trasporto pubblico e locale; cambiare modalità, con un atteggiamento meritocratico nella scelta dei rappresentanti e della classe dirigente; cambiare la comunità, con l’affermazione della legalità e con il coinvolgimento reale dei cittadini nella vita pubblica. Abbiamo sperato per mesi che le forze politiche decidessero di presentare proposte concrete e alternative invece di chiudersi in inutili e sterili autocelebrazioni. Visto Il desolante dibattito politico in corso nella nostra città e come la classe dirigente si prepara ad affrontare le elezioni, abbiamo deciso che è necessario ripartire con un’offerta nuova, includendo gli esclusi e offrendo ai cittadini proposte non demagogiche e populiste fatte solo di slogan oltre i quali non c’è assolutamente niente.
http://www.quotidianopiemontese.it/2016/03/23/guglielmo-del-pero-candidato-sindaco-sotto-la-mole-per-siamotorino/

 

Ci candidiamo!

Abbiamo deciso di candidarci per offrire un’alternativa credibile ai cittadini.

Vogliamo rappresentare gli esclusi, ovvero quella categoria di cittadini, ormai maggioranza nella nostra città, che non può e non vuole far parte di un sistema che si impone ormai da più di quaranta anni.

Un sistema che non usa la meritocrazia ma solo l’appartenenza a uno schieramento, che ha abbandonato le periferie a sé stesse, che ha sciupato le molte occasioni che la nostra città ha avuto.

Vogliamo dare alla città la possibilità di cambiare: cambiare volto, con una profonda revisione delle periferie, del trasporto pubblico e locale; cambiare modalità, con un atteggiamento meritocratico nella scelta dei rappresentanti e della classe dirigente; cambiare la comunità, con l’affermazione della legalità e con il coinvolgimento reale dei cittadini nella vita pubblica.

Abbiamo sperato per mesi che le forze politiche decidessero di presentare proposte concrete e alternative invece di chiudersi in inutili e sterili autocelebrazioni.

Visto Il desolante dibattito politico in corso nella nostra città e come la classe dirigente si prepara ad affrontare le elezioni, abbiamo deciso che è necessario ripartire con un’offerta nuova, includendo gli esclusi e offrendo ai cittadini proposte non demagogiche e populiste fatte solo di slogan oltre i quali non c’è assolutamente niente.

Si parte prima di tutto dalla SICUREZZA: basta con situazioni di illegalità diffusa, evitando razzismo e demagogia è necessario un percorso di integrazione per chi ne ha i diritti e una posizione forte e ferma contro chi questi diritti non ha, la sicurezza deve essere partecipata ovvero gestita insieme con gli abitanti del quartiere.

PERIFERIE: bisogna favorire una rinascita della comunità, contro la costante desertificazione proponiamo sgravi fiscali per nuove attività commerciali di quartiere e artigianali, semplificazione delle pratiche burocratiche e delle autorizzazioni, non si può continuare a risolvere la situazione delle aree da recuperare impiantandoci un nuovo centro commerciale come ha fatto l’attuale amministrazione.

DEBITO: Torino è il comune con il debito pro-capite più altro d’Italia, questo implica il primato italiano delle aliquote delle tasse locali e servizi ai cittadini fra i più costosi, basti pensare alle rette degli asili nido comunali, è necessario un intervento drastico che parta dalle riorganizzazione e dismissione delle partecipate comunali, (basti pensare che il Comune è presente in 32 società e 86 fondazioni o enti di vario tipo), dalla dismissione del patrimonio pubblico ove possibile oltre a un intervento sul debito con gli istituiti di credito, senza questi interventi il Comune non sarà in grado di attenuare la morsa delle imposizioni sui propri cittadini.

Il Candidato Sindaco per SiAmoTorino Guglielmo Del Pero

SiAmo Torino e ci candidiamo!

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Quando si dice a qualcuno “mi sto impegnando in politica” nella maggior parte dei casi la prima reazione è una smorfia quasi di disgusto e un mezzo passo indietro, come se si fosse portatori di una strana malattia. Subito dopo di solito viene la domanda: a destra o a sinistra? Fino a poco fa era difficile spiegare che non ci sentiamo vicino a una sinistra che ha occupato tutto l’occupabile nel corso di decenni di governo del Comune di Torino, oppure a una destra impegnata solo ad ottenere qualche briciola di potere dagli occupanti. L’unica forte voce alternativa, il Movimento 5 Stelle, ci appare non convincente rispetto alla visione che ha animato e anima il Manifesto di SiAmoTorino.
Oggi è più facile. Perché dopo aver aspettato, parlato e discusso con tutti coloro che potevano costruire una alternativa al “Sistema Torino”, vediamo una continua corsa al carro del vincitore. Tutti pronti ad appoggiare il Sindaco che ha passato un intero mandato curandosi soprattutto dell’immagine esterna e superficiale della città per poi usarla, senza risultato, per un proprio rilancio personale su altri scranni nazionali e internazionali. Sindaco che oggi si ritrova quasi “obtorto collo” a voler/dover raddoppiare per non perdere la decennale consuetudine alla frequentazione delle stanze del potere e perché sa benissimo che, via lui, il Pd cittadino scoppierebbe, rivelando il coacervo di interessi che lo tiene insieme senza più nessun impegno per la cittadinanza, ma tutto impegnato ad ottenere e dare favori. E l’opposizione di centrodestra che fa? Tace, nel migliore dei casi. Nel peggiore, purtroppo parla. E lo fa schierandosi con lui in un penoso tentativo di salvare il salvabile e soprattutto salvare se stessi. Noi siamo tutte persone senza una storia politica precedente.
Siamo piccoli imprenditori, professionisti, impiegati, dirigenti d’azienda, non ci vergogniamo di dire che non abbiamo alle nostre spalle sponsor milionari o gruppi di interesse e che da soli non ce la possiamo fare, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti quelli che amano la città e non si rassegnano. Le persone che ci hanno ascoltato in questi mesi, ci hanno raccontato le loro storie di lotta quotidiana in una città che li ha abbandonati a sè stessi, ci hanno dato aiuto e manforte nell’organizzare gli incontri, le manifestazioni, le piccole e grandi iniziative fatte.
Siamo anche tanto folli da voler provare un’avventura difficile: vogliamo presentare la nostra lista elettorale. Proveremo a raccogliere le firme e chiediamo fin d’ora il vostro aiuto, perché non sarà facile. Proveremo ad urlare la nostra voglia di cambiare, di costruire una città nuova, diversa, in cui non ci sia posto solo per i soliti noti, ma anche per i piccoli, per chi ha voglia di intraprendere, per chi ogni giorno lotta per migliorare e migliorarsi. Proveremo a proporre soluzioni alternative a chi ha portato la città tanto avanti da somigliare a quella del ‘700: il quadrilatero e intorno un dormitorio circondato da super e ipermercati. E’ questa la città che volete? E’ così che dovrà essere la città tra dieci, venti anni?
Noi pensiamo che possa essere diversa, molto diversa. Noi pensiamo che si possa ridare vitalità a tutti i quartieri, non solo al centro. Ma per farlo occorre avere una visione, una strategia per il futuro. Noi pensiamo che ci siano soluzioni per la sicurezza nelle periferie partendo dal rispetto delle regole per tutti, soluzioni non demagogiche e populiste. Noi pensiamo che si possa ridare un nuovo slancio alla nostra città con forze nuove che diano vita a un vero #cambiamento. Noi pensiamo ad una amministrazione trasparente per i cittadini, che agevoli le iniziative private. Noi vogliamo mandare in pensione i vecchi politici e non ricollocarli nelle varie poltrone disponibili dove conta solo l’appartenenza ad una categoria e non il merito e la competenza. Se amate la città, se non vi rassegnate alla situazione, se avete voglia di cambiare, si avete coraggio, venite a trovarci e insieme proveremo a costruire l’alternativa!

Per cambiare includiamo gli “esclusi”

mio intervento su LoSpiffero: http://www.lospiffero.com/ballatoio/per-cambiare-includiamo-gli-esclusi-1764.html

Dopo anni di amministrazioni tutte uguali, il sistema si è come ingessato e attorno a un’area politica dominante i partiti di opposizione di centrodestra, alla ricerca spasmodica di qualche briciola di potere, sono senza credibilità politica.

I risultati delle ultime elezioni amministrative ci permettono di fare alcune riflessioni sullo stato della politica piemontese e in particolar modo quella torinese. Prima di tutto dal risultato eclatante di Venaria (sconfitta del Pd dopo anni di governo della città) emerge una voglia di cambiamento che va al di là dell’appartenenza ideologica alle classiche formazioni politiche. Una città tradizionalmente di centrosinistra, ha deciso di voltare pagina delusa da anni di governo monocolore puntando su una forza nuova, che fa del cambiamento un suo punto fondamentale.
Il ragionamento rimane valido anche se si esce dalle mura della Venaria Reale e si estende al capoluogo piemontese. Dopo anni di amministrazioni tutte uguali, il sistema si è come ingessato, diventando un vero e proprio “sistema Torino” dove con un’area politica dominante, i partiti di opposizione di centrodestra, alla ricerca spasmodica di qualche briciola di potere, hanno rinunciato e distrutto la pochissima credibilità politica che ancora potevano avere (vedere i paladini della rivoluzione liberale schierati a difesa di corporazioni e categorie protette a discapito di liberalizzazioni a favore dei consumatori, fa rabbrividire tutti quelli che avevano creduto agli inizi, nel ’94, che il centrodestra avrebbe potuto cambiare veramente il Paese).
Oggi la nostra città è vittima di un consociativismo dilagante al potere con un centrodestra ormai nullo e incapace di offrire valide e credibili alternative, se non un appiattimento sempre più evidente verso una destra che di liberale ha ben poco. Attorno a questo sistema, negli anni si è creta una categoria particolare che ha beneficiato del meccanismo a discapito di tutti gli alti rimasti ai margini, gli “esclusi”. Gli “esclusi” sono gli abitanti dei quartieri periferici che hanno assistito negli anni alla creazione di zone dove legalità, sicurezza, rispetto delle regole non esistono, il tutto tollerato dalle autorità. Gli “esclusi” sono quelli che pur arrivando primi nelle graduatorie poi si vedono scavalcati da persone “più adatte”, quelli che non hanno amici in grado di sistemarli in qualche azienda pubblica, quelli senza tessere di partito, le aziende che non lavorano perché non fanno parte del gruppo amico del potente di turno, quelli che non appartengono a categorie protette da politici miopi in cerca di voti facili, in una parola tutti quelli che non sono collegati o non rientrano negli interessi di quelli che muovono le fila dell’amministrazione comunale. Noi di SiAmoTorino vogliamo includere gli “esclusi”, solo così, con una ventata di aria nuova si potrà dar vita al cambiamento di cui questa città ha un enorme bisogno.

Fassino si è piegato all’arroganza di questa corporazione. SiAmoTorino sta dalla parte di Uber e di tutte quelle iniziative volte a liberalizzare un mercato strozzato dalle lobby, contro le rendite di posizione di pochi privilegiati

ecco il mio intervento su LoSpiffero:
Ennesima manifestazione contro Uber dei tassisti torinesi che minacciano di “bloccare l’Ostensione della Sindone” se non dovessero essere accolte le richieste di messa al bando e la chiusura di Uber. Una pretesa che viene da parte di una categoria che gode di privilegi esclusivi – e corporativi – e che impone tariffe superiori a fronte di un servizio non allo stesso livello di quello invece offerto dal possibile concorrente (Uber appunto). Pretese urlate e minacce paventate che, con “grande sorpresa”, sono state sostenute – e non ne comprendiamo la logica –dal finto-liberale centrodestra cittadino, alla ricerca disperata di qualche voto alle prossime amministrative.
Il Sindaco Fassino si è piegato all’arroganza di questa corporazione annunciando addirittura l’istituzione di una task force anti-abusivismo (come se non ci fossero altri problemi ben più urgenti di criminalità nella nostra città), che dimostra di non voler minimamente tenere in considerazione i singoli cittadini: dunque volontà di danneggiare i lavoratori (di Uber) e gli utenti (i cittadini). Diciamo subito, una volta per tutte, che SiAmoTorino sta dalla parte di Uber e di tutte quelle iniziative (guarda caso nate subito dopo il lancio di Uber) volte a liberalizzare un mercato strozzato dalle corporazioni, dominato da una casta intoccabile a tutto svantaggio dei cittadini/consumatori.
A supporto della nostra convinta posizione, per fortuna – e nonostante la forte lobby contraria – giungono i primi segnali positivi, come la sentenza del giudice di pace di Genova che apre alla libertà di scelta, sdoganando (sebbene parzialmente) il servizio offerto da Uber. Altro segnale positivo giunge dalla Commissione europea che si muoverebbe verso una regolamentazione di Uber a livello comunitario. Noi di SiAmoTorino capiamo le ragioni dei tassisti, persone che hanno pagato profumatamente una licenza o che si ritrovano a dover pagare un affitto a speculatori senza scrupoli. Però ci domandiamo perché mai ciò che vale, ad esempio, per l’apertura di esercizi commerciali – le licenze dei negozi sono state abolite da anni – non possa valere in tutti gli altri servizi con immensi benefici per tutti i consumatori.
Il vero problema è che, come sempre, in questo Paese vengono difese le rendite di posizione di pochi privilegiati: forse i commercianti avevano meno peso politico? Qualcuno dei nostri governanti la considera una categoria inferiore? Un esempio su tutti. Nella civilissima Londra la liberalizzazione ha permesso a “chiunque, purché abbia compiuto i 21 anni, di ottenere la licenza per condurre il famoso cab”, con mediamente tre anni per superare gli esami (peraltro estremamente selettivi), verifiche penali, test medici, corsi di “bon ton” al fine di fornire un servizio migliore per i clienti e guadagni maggiori per i tassisti. E allora proprio non capiamo perché qui, in Italia, a Torino, ci si ostini a tutti i costi nel voler mantenere un mercato chiuso, spesso inefficiente quando non adeguato nella qualità del servizio. Se la nostra classe politica non ha nemmeno la forza di intervenire in questo settore, figuriamoci in quelli dove è davvero necessaria una ventata di deregolamentazione. Noi siamo per un mercato aperto, con poche regole ma chiare e rispettate da tutti, per la libera concorrenza che va a vantaggio del bene comune. Su questo binario, e con il coraggio di sostenere le nostre idee apertamente, intendiamo basare tutte le nostre proposte, così da poter davvero realizzare un’amministrazione seria ed efficiente.

Nasce SiAmo Torino

 

 

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TORINO, nel cuore e nel programma, al di fuori degli attuali schieramenti politici locali che dopo anni di gestione privatistica del potere hanno imposto una situazione ingessata e stagnante senza offrire nessuna valida alternativa.

Serve prima di tutto un RICAMBIO GENERAZIONALE, un cambio di una classe dirigente priva di ogni spinta propositiva; occorrono persone che siano capaci di far fare alla città quel SALTO DI QUALITÀ necessario per divenire – finalmente – una MODERNA CITTÀ EUROPEA: INNOVAZIONE, utilizzo efficiente delle risorse, DIMINUZIONE DEL POTERE PUBBLICO nell’economia al fine di TAGLIARE LA SPESA IMPRODUTTIVA ed ELIMINARE i “POLTRONIFICI” (fonte di sprechi, inefficienze e di consenso elettorale) tanto cari ai vecchi politici.

Occorre liberare forze nuove dando SPAZIO E VOCE alle categorie rimaste escluse dalla politica e da quelle forze corporative impegnate a difendere proprie rendite di posizione.

Noi abbiamo deciso di offrire un’ALTERNATIVA NUOVA, ONESTA e CREDIBILE. Partendo da un manifesto di cinque punti, abbiamo l’ambizione di riunire un gruppo numeroso di cittadini disposti a impegnarsi direttamente per il cambiamento, partecipando alla stesura del programma di governo della nostra città.

Facciamo appello a tutti quelli che hanno a cuore TORINO e condividono le nostre proposte: iscrivetevi su www.siamotorino.it per partecipare alla prima riunione di costituzione del movimento.

Guglielmo Del Pero, Andrea D’Alessandro, Claudio Bertolotti, Andrea Peinetti, Simone Fissolo, Simone Pia, Fabrizio Labate.